Fonte immagine: Mario Mattoli, Public domain, da Wikimedia Commons
Totò nacque il 15/02/1898 alle 7:30 al Rione Sanità. Sua madre, Anna Clemente, lo registra all’anagrafe come Antonio Clemente. Solo nel 1928 Giuseppe de Curtis riconoscerà Antonio come suo figlio naturale, trasmettendogli i suoi titoli gentilizi. Solo a partire dal 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli di: Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e Durazzo.
Dopo essersi visto riconoscere i suoi titoli nobiliari, il Principe De Curtis si fece coniare una medaglia d’oro, del peso di 50 grammi, da regalare ai suoi amici più intimi, con impresso il suo volto. O meglio, su di essa si fece imprimere il proprio capo di profilo, come si usava fare nelle monete che raffiguravano gli imperatori romani.
L’infanzia:
Il soprannome di Totò gli fu dato dalla madre, che andando di fretta molte volte lo chiamò con questo soprannome.
Da bambino si divertiva a giocare al prete. In casa, si era costruito un altarino guarnendolo di candele. Una vocazione svanita, poi, con l’adolescenza.
Era un bimbo molto curioso, lo soprannominavano “o spione”, se qualcuno lo incuriosiva lui lo seguiva. La deviazione del setto nasale, da cui deriva l’inconfondibile forma del naso di Totò, fu dovuta ad un pugno ricevuto durante una giocosa partita di boxe nel cortile del collegio Cimino. “Totò nel suo aspetto fisico è nato allora, mi è minore di dodici anni”, affermò Antonio de Curtis tempo dopo.
Le Donne:
Totò amava profondamente le donne, e loro amavano lui. Quando recitava cercava sempre la donna più bella che ci fosse nella stanza, per dedicargli il modo in cui avrebbe recitato.
La prima e più importante relazione che ebbe fu con Liliana Castagnola, che si suicidò per il comico; Totò in suo onore chiamo sua figlia con il suo nome!
Il Teatro:
Totò aveva molto rispetto per il teatro. Per questo motivo, quando attraversava il palcoscenico, si toglieva il cappello.
Amava improvvisare. Provava i suoi sketch solo a due giorni dal debutto, poi, ogni sera apportava qualche modifica al momento.
Politica, Sanremo, Gli ultimi anni:
Totò secondo le persone a lui vicine era anarchico, era contrario a qualsiasi forma di dittatura.
Partecipò nel 1954 a Sanremo arrivando nono, come autore della canzone “con te” cantata da Achille Togliani.
Verso i suoi ultimi anni di vita, il principe della risata incominciò a perdere la vista. Il suo funerale fu tenuto per ben tre volte, anche da morto aveva sempre un gran pubblico. Un innovatore, un principe nei modi ( donava sempre a chiunque ne avesse bisogno), resterai per sempre nei nostri cuori.
30/07/2023
Gianfranco Di Marco.
